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Maurizio Duranti PAESI / 15 marzo 2018


duranti invito

 

Maurizio Duranti Paesi
Un affermato architetto e designer ha nostalgia dei begli anni passati a Genova, questa città così particolare, da cui per tanto tempo si era allontanato.

Decide allora di "ritornare", con alcuni suoi lavori su tela e di esporli per la prima volta, proprio qui, dove si era diplomato al liceo Barabino e dove aveva iniziato un ricco percorso nel campo dell'arte visiva. Capoverso ospita dieci "Paesi", luoghi visitati e vissuti, amati e ricordati, lontani e familiari.
Su uno sfondo bianco, il rosso timbrico rende pulsante e insieme delinea, in modo netto e distaccato, senza soffermarsi    su dettagli paesaggistici, i profili all'orizzonte, le sinuose masse e le più piccole, quasi minuscole, presenze .
Ognuna si rivela, allora, con la sua "anima unica", diviene "unità organica, personaggio".
(S. G)


La realtà conosciuta attraverso il simbolo come stato della mente, condizionata dal proprio immaginante, così va detto dei pezzi di Maurizio Duranti che sostituisce un'idea ad un oggetto, siccome le regole del linguaggio a lui congeniale, che all'ambito mentale simboleggiante vorrebbe conferire una nuova intensità di sguardo .
Il riferimento alla natura è del tutto Ideale e, nell'esercizio della fantasia, mitico.
l Salteri di Canterbury o di Utrecht, i mosaici di San Marco e quelli della Cappella Palatina di Palermo, potrebbero costituire un ascendente proto tipico. la chiave magica che introduce là dove bisogna guardare per ritrovare.
Del resto è singolare e precipuo di tutta la storia della pittura di paesaggio essere essa, soprattutto, la manifestazione evidente dei molti artefici necessari per guidare l'occhio, da un piano all'altro alla voluta verità, o degli espedienti per i quali la collocazione di ogni forma sia il risultato di pensiero e di meditazione intenzionale.
Del resto, la stessa penetrazione spaziale, per esempio, nei Paesi di Pussin, è diretta all'essenza del paesaggio secondo ‘convenienza’ a un complesso ideale, o immaginato tale.
 Insomma, quel che Duranti, qui, mette in questione , è l'ipotesi metafisica del concetto che si insinua nelle risoluzioni antinomiche tra mondo sensibile e mondo intellegibile e che consente, tramite il processo astrattivo, di pervenire alla conoscenza .
L'atteggiamento che avvia tale recupero per mezzo della rappresentazione consiste in una messa a fuoco distanziante o sostanzialmente contemplativa tanto da allontanare i particolari naturalistici in un limbo formale che Ii fagociti nel suo insieme, nella sua totalità di apparenza,  per ridurli, appunto al concetto visivo della rappresentazione statica freddamente mostrata che è quella non della cosa ma dell'idea della cosa, della messa in scena delle apparenze che neutralizzano le essenze proprio di questa nostra civiltà dello spettacolo teorizzato da Guy Debord e strettamente interrelata da pensatori quali Marcuse e Mc Luhan quando ci dicono che nell’età delle tecnologie avanzate non viviamo ma ci guardiamo vivere, per cui non ci poniamo nella natura ma nel suo simulacro
Ecco, appunto, allora, l'immagine consunta dr "paese", il suo profilo fantasmatico, la sua datità araldica e pubblicitaria, come luogo mitico dell'impossibile viaggio nella realtà contemporanea.
Germano Beringheli

Maurizio Duranti
nasce a Firenze nel 1949 e vive a Milano,poi a Genova, poi di nuovo a Milano.
Frequenta il liceo artistico a Genova, sempre a Genova si laurea in Architettura nel 1976 e apre lo  studio fino al1987, anno in cui si trasferisce a Milano. Nel 1970 inizia ad occuparsi di arte programmata ed espone il suo lavoro in alcune mostre a Genova, tra cui quella alla Terrazza Martini organizzata da Gianfranco Bruno, allora Direttore dell'Accademia Ligustica di Belle Arti e attento critico d'Arte.
Dopo la laurea si occupa di architettura, ma soprattutto di industrial design progettando prodotti per numerose aziende in tutti i settori della casa.  Riceve premi intemazionali, 10 volte il il GOOD DESIGN AWARD a Chicago e una Segnalnzione D'Onore al Compasso D'Oro a Milano.
Progetta allestimenti di showroom, negozi e mostre ed è spesso pubblicato sulla stampa nazionale ed estera.
Insegna allo lED di Milano dall'83 all'89, poi tiene un workshop alla Domus Academy nel 2007 e per due anni a Brera Design. Nel 2017 decide dioccuparsi di nuovo di arte, dall'ultima mostra sul tema de I PAESI tenuta a Genova nell'83, presentato dal critico Germano Beringheli.
Il tema dei PAESI lo interessa sempre e lo ritiene un tema attuale nella sua interpretazione concettuale e nella resa artistica.
Attualmente vive e lavora ad Appiano Gentile (CO) dal 2012.

 

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